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Tutte le ultime notizie dalla delegazione regionale Puglia di Fondazione Italiana Sommelier

La Maison Krug rèunit le restaurant “Il Seminario” di Conversano

26/07/2015
Fotografia
Lo scorso ventisei luglio presso il ristorante “Il Seminario”, giardino del più famoso ristorante il Pasha, si è svolta una cena dove il protagonista della serata era sua maestà lo Champagne e più precisamente la Maison Krug.

Alla cena hanno partecipato circa quaranta commensali tutti estimatori del mondo del vino ed in particolare dello Chamapgne. La Puglia gastronomica non si è fatta sfuggire l’occasione di voler accompagnare un tale protagonista. Ad “aggiudicarsi” l’ambito premio sono stati: il salumificio Santoro che con la sua mortadella affettata al momento ed adagiata su crostini di pane d’Altamura ha sposato alla perfezione la Cuveè Prestige ed la pescheria + 69 di Polignano a mare che oltre al classico, ma mai banale abbinamento con le ostriche bretoni, ha deliziato la vista ed il gusto con simpatici panini fingher food ripieni delle più svariate delizie di mare.
La cena a tavola è stata realizzata dall’executive chef “Mamma Maria” che con dedizione, bravura e l’amore di una mamma ha saputo esaltare l’abbinamento, reso ancora più impaccabile dalla classe con cui i sommelier di Fondazione Italiana sommelier hanno svolto il loro lavoro.
-Triglia alla pizzaiola Krug Grande Cuvèe
-Seppi ripiena Krug Vintage
-Pollo alla poverella Krug rosè.
È proprio quest’ultimo calice che voglio andare ad esaminare:
il Krug Rosé, prodotto in quantitativi ridotti utilizzando Pinot noir vinificato in rosso proveniente da vecchi vigneti situati nel Grand Cru di Ay e della Montagne de Reims, assemblato con Pinot noir vinificato in bianco, Chardonnay e Pinot Meunier.
Vini ovviamente fermentati, con la consueta tecnica, puramente krughiste, in piccoli fusti di rovere, e lasciati per almeno sei anni in bottiglia prima di uscire dalle caves di Reims, perché avessero tutto il tempo di affinarsi pazientemente e di consegnarsi all’eternità.
Spezzato l’incanto del primo sorso e scoperto che oltre a proporsi strepitosamente vivace nella flûte, grazie ad un perlage sottile, imprevedibile, zigzagante, sbarazzino, questo Rosè da mille e una notte non restava affatto sulle sue, ma si concedeva gioiosamente, dispensando spensierata joie de vivre e invitando gioiosamente e golosamente a farsi bere, venni conquistato da un vino tanto grande e così semplice diretto nel comunicare e nel farsi capire.
Colore buccia di cipolla – melograno, corallo scarico, di una lucentezza e di una brillantezza tutta sua, al primo contatto olfattivo il Krug rosé lascia interdetti per la sua stregante freschezza, l’eleganza persuasiva, la cremosità croccante quasi da meringa appena sfornata, la suadente fragranza di petali di rose e di peonie, di cassis, lampone, ricordi di cioccolato bianco e di spezie esotiche, di confetto, pepe, zenzero, frutta secca.
In bocca, al palato, la sua splendida secchezza senza concessioni, la sapidità minerale, il carattere nervoso e la vena intrigante di mandorla, che danno vivacità e nerbo e assicurano un finale lunghissimo articolato, appuntito, eppure delicato e morbido, sono veramente una magia.
 
Chiara Delfine
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